Lopez vola ma non basta

In una tappa in prevalenza velocissima, Lopez deve arrendersi alle grosse 690. E’ quarto di giornata e sul terzo gradino del podio provvisorio in generale. Ceci e Zanotti hanno qualche problema, ma sono primo e secondo nella SP 450. Domani l’ultima tappa con una speciale altrettanto veloce di 202 chilometri.

SANTA ROSA DE LA PAMPA – La Dakar 2010 si avvia rapidamente all’epilogo, previsto per domani a San Carlos de Bolivar, dove terminerà l’ultima speciale, prima di rientrare in trasferimento a Buenos Aires.

La tappa di oggi, nel perfetto stile che contraddistingue la gara di ASO, non è stata certo una formalità per avvicinarsi all’arrivo, bensì una speciale molto probante fisicamente con i suoi 368 chilometri, resi più estenuanti dal caldo torrido della Pampa argentina. Alla Dakar, è noto, non si può cantar vittoria fino al traguardo nella capitale argentina, al quale mancano ancora 200 chilometri di prova speciale velocissima.

Più o meno nello stile di quella odierna, che dopo i primi quaranta chilometri nelle dune di Nihuil, è continuata con piste velocissime da affrontare a velocità massima. Su questo terreno L’Aprilia 450 di Francisco Lopez ha dovuto subire l’attacco delle grosse KTM 690, in particolare quella del suo diretto rivale Pal Anders Ullevalseter. Dopo essere stato ripreso e superato sul veloce, Chaleco ha di nuovo ripassato il norvegese in un tratto più guidato, poi Ullevalseter è andato via di nuovo uscendo dalla speciale un minuto e mezzo prima di Lopez. Partendo per quarto ha così guadagnato 5’35’’ su Lopez (quarto di tappa) e lo ha superato nella classifica generale. Ora Chaleco è terzo a quattro minuti da Ullevalseter ed ovviamente primo delle 450. Viste le caratteristiche della tappa conclusiva, sarà veramente difficile riuscire a riprendere il secondo gradino del podio, ma Lopez non lascerà certo nulla di intentato.

Qualche disavventura oggi per Paolo Ceci e Alex Zanotti. Al primo, nel tratto iniziale di dune, si è spento il GPS proprio nel momento in cui serviva maggiormente. Non riuscendo a riaccenderlo ha seguito un po’ le tracce poi, quando lo strumento ha ripreso a funzionare, è tornato indietro per avere la certezza di essere passato da tutti i Waypoint, i punti di passaggio obbligatorio. Quindi ha perso molto tempo, classificandosi 25°. Ora sta scrivendo un rapporto per la giuria e non è escluso che gli possano ridare il tempo perso. Alex Zanotti ha avuto anch’egli problemi tra le dune. Scavalcandone una molto alta è caduto e gli è uscita nuovamente la spalla. L’onnipresente pubblico lo ha aiutato a farla rientrare nella propria sede, poi hanno spinto la moto fin sulla sommità della duna permettendo al sammarinese di terminare la gara, pur se ad andatura ridotta. Il podio di Buenos Aires è vicino ed Alex dovrà stringere ancora di più i denti per portare a termine la sua prima Dakar. Nel mentre il sammarinese è passato secondo nella classe SP 450, guidata da Ceci.

Francisco Lopez: “Su piste così veloci è impossibile tenere il passo delle 690, nonostante la mia Aprilia vada molto forte. Prima Ullevalseter mi ha raggiunto, poi l’ho ripassato, infine se ne è andato via. La tappa di domani sarà come un’autostrada da fare a tutto gas, quindi dubito di poter riagganciare la seconda posizione. Ma va bene così, l’importante è arrivare a Buenos Aires e già così sarebbe un risultato eccezionale.”

Paolo Ceci: “E’ la seconda volta in questa Dakar che mi si spegne il GPS senza motivo e proprio nell’unico tratto dove era veramente necessario. Ho seguito le tracce poi ha ripreso a funzionare e, non avendo la certezza di avere passato tutti i waypoint sono tornato indietro a prenderli.”

Alex Zanotti: “Una caduta banale, scavalcando una duna altissima mi si è impuntata la moto e sono caduto. Non andavo veloce, ma toccando terra mi è uscita nuovamente la spalla. La gente è subito accorsa e mi hanno tirato il braccio fino a farla rientrare… ma ho visto le stelle!”

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