Il giorno più lungo
La tappa più lunga della Dakar, 600 chilometri di prova speciale e 641 complessivi. A Lopez Si rompe la catena e anche Ceci e Zanotti hanno problemi, ma sono tutti al bivacco di Antofagasta, dove domani si riposa prima della seconda parte della Dakar.
ANTOFAGASTA – Una tappa infernale, la settima di questa 32^ Dakar, ha riportato la carovana al bivacco di Antofagasta, lasciato ieri mattina. Alla vigilia della giornata di riposo ASO ha proposto la speciale più lunga del rally, 600 chilometri con terreni di tutti i tipi, dalle dune ai tratti trialistici, dalle piste veloci al terribile fesh fesh (una polvere simile al borotalco).
Tutti i piloti sono arrivati molto provati all’arrivo e per il Team Aprilia Giofil è stata una giornata difficile. “Chaleco” è partito molto forte questa mattina e nel primo tratto di dune ha ripreso i tre piloti che partivano davanti a lui. Per quasi tutta la speciale ha guidato bene, perfettamente assecondato dalla sua Aprilia RXV 4.5, e addirittura al CP5, dopo 355 chilometri, ha fatto segnare il miglior tempo. Ma a ottanta chilometri dall’arrivo, probabilmente a causa di una pietra, si è rotta la catena ed è stato sbalzato di sella. Si sono fermati ad aiutarlo Fretigne e Duclos, ma ha dovuto perdere molto tempo per sistemare la moto che perdeva benzina. E’ arrivato stanchissimo all’arrivo, accusando un ritardo di 48 minuti dal vincitore Coma. In classifica generale è scivolato al quinto posto, ma in questa Dakar dove sta succedendo di tutto non si può dire nulla fino alla fine.
Gara difficile anche per Paolo Ceci e Alex Zanotti. Al primo, 180 chilometri prima della fine, ha iniziato a uscire olio da un raccordo che lo ha letteralmente ricoperto. Per non rischiare di rompere il motore si è fermato più volte da persone lungo il percorso chiedendo l’indispensabile lubrificante ed è arrivato in fondo aggiungendo tre o quattro litri di olio per motori diesel. Si è quindi dovuto accontentare della 22^ posizione, e in generale occupa il 15° posto.
Al sammarinese, invece, ha smesso di funzionare il GPS dopo ottanta chilometri. Non gli è rimasto che aspettare di farsi raggiungere da un pilota e seguirlo. Sul finale, nella terribile polvere che caratterizza gran parte di questa Dakar, non ha visto una pietra ed è caduto in avanti. Nell’atterraggio gli è uscita una spalla, ma rotolandosi a terra è riuscito a farla rientrare ed a concludere la speciale, pur con un dolore lancinante. Suo il 20° posto di giornata, mentre in generale è ventesimo.
Domani fortunatamente è il giorno di riposo. Ci sarà molto lavoro da fare prima di inizare la seconda parte della gara, con le prossime due tappe che si preannunciano come le più difficili dell’intero rally.
Francisco Lopez: “La speciale di oggi era veramente impegnativa, ma io stavo bene e dopo una cinquantina di chilometri, fra le dune, avevo già ripreso i battistrada. Stava andando tutto alla grande, ma dopo il CP6 del rifornimento mi si è rotta la catena, la moto ha scartato di lato e mi ha sbalzato di sella. Ho impiegato molto tempo a sistemare tutto, soprattutto una perdita di benzina dovuta alla caduta. Peccato perché mi sentivo veramente in forma. Domani per fortuna si riposa, poi dovremo ricominciare daccapo la rincorsa al podio, che sento alla mia portata.”